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Un ricco Natale

Natale, il periodo più magico dell’anno.

Periodo di sentimenti, di emozioni, buoni propositi e spiritualità.

Il Natale si sa, è una festa che ci tocca dentro, nei cuori; la gente viene pervasa da un’aura di gentilezza e gioia e tutto viene enfatizzato, i buoni sentimenti ma anche la nostalgia. Natale è infatti il periodo dell’anno in cui si pensa maggiormente a chi ci manca o a chi non c’è più.

Una festa dei sentimenti insomma….

Eppure sebbene nasca e venga vissuta come una festa di cuore, il Natale è anche legato fortemente al denaro. Dalle decorazioni che spadroneggiano in ogni strada o piazza delle città, alla corsa sfrenata per i regali, dagli acquisti per gli addobbi di casa o degli abiti per le feste, il Natale è diventata la ricorrenza che dà una spinta all’economia più di ogni altro evento o periodo dell’anno.

Ma non stupiamoci di ciò, così è sempre stato e per quanto ci sembrano così distanti, quasi agli antipodi, il Natale e il denaro sono sempre stati in stretta correlazione tra loro.

Anche nella filmografia è così, prendete ad esempio il film più trasmesso nel periodo Natalizio: “Una poltrona per due” (non c’è vigilia di Natale in cui non venga trasmesso), il classico film ha come sfondo   Wall Street  e più che lo spirito del Natale mostra come il denaro, porti due annoiati uomini d’affari a scommettere sulla vita di due sventurati che, con l’ingegno e la scaltrezza, capovolgeranno la situazione a loro favore. Una moderna favola Natalizia con tanto di lieto fine e vittoria dei buoni.

Analizziamo invece il famosissimo “Canto di Natale” di DicKens, quel racconto da cui è nata anche la versione cartone animato della Disney e numerose pellicole film ispirate al classico della letteratura inglese.

La storia parla del ricco, anzi ricchissimo banchiere Ebenezer Scrooge, il quale ormai inaridito da una vita in cui si è dedicato solo al lavoro, allontanando da sé tutti i suoi affetti, vive soltanto per accumulare denaro e considera questo come unico parametro di valutazione. Egli crede poi che il Natale e la sua celebrazione siano soltanto una perdita di tempo, un intralcio ai suoi ritmi di lavoro e ai suoi guadagni, tanto che costringe il suo impiegato (che nella versione Disney è Topolino) a lavorare anche per le festività con una paga misera, che a malapena sfama la sua amata famiglia.

La notte di Natale però, accade qualcosa di magico, il banchiere riceve la visita di 3 spiriti: lo spirito del Natale passato, lo spirito del Natale Presente e lo spirito del Natale Futuro ed in questa notte Ebenezer comprenderà come,  a causa del denaro, abbia perso il valore di ogni cosa. Lo spirito natalizio del film fa sì che il protagonista dopo quella notte cambi modo di vivere, cambi il proprio rapporto con il denaro, donandolo e ricompensando il suo fedele impiegato e cambi anche il modo di concepire il Natale, una festa cioè che ha valore solo se vissuta con le persone care accanto.

La storia quindi, insegna che la ricchezza non risiede nei soldi ma negli affetti, che il denaro non è da condannare in quanto tale, ma che piuttosto vada gestito con un rapporto sano ed equilibrato e che la sua importanza derivi dal fine ultimo a cui è destinato, quello cioè di regalarci una vita serena e felice.

Buon Natale.

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