Consulenza Finanziaria Web

I consigli di un Consulente Finanziario

Direttiva €cofin e Cacs

Direttiva €cofin e Cacs

In tempi non sospetti, anticipavo quello che poi sarebbe successo:

  • Direttiva €cofin sul fallimento ordinato delle Banche
  • Cacs abbinate ai titoli pubblici di nuova emissione.

Presso l’Antico Casale a Montelepre (PA)

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Ultimi giorni..

Spesso ci lamentiamo che il fisco è esoso ma poi dimentichiamo che qualche regalo lo fa in tema di fiscalità.

Grazie all’adesione ad un pip (fondo pensione) potete abbattere il vostro imponibile fiscale 2017 e quindi ricevere già a Luglio 2018 il rimborso fiscale.

In basso vi riporto la tabella IRPEF, ovvero la percentuale di tasse applicate alle nostre retribuzioni, in funzione della fascia.

Guarda quanto paghi, perché se ti sembra troppo, pensa che sarà la somma che ti rimborserà lo Stato sul versamento che deciderai di fare.

Sono gli ultimi giorni utili, non perdere un’altro anno di fiscalità

Educazione Finanziaria

Educazione Finanziaria

Una piccola clip che parla di quanto gli Italiani siano poco informati in merito al tema dell’Educazione Finanziaria.

Buona Visione

PIR – Piani Individuali di Risparmio

 

Carissimi da oggi,
C’e un grande importante regalo per tutti noi!
Il grande regalo, ci arriva da una decisione presa dal governo Italiano, che sulla scorta della grande volontà di dare una forte spinta espansiva alle piccole e medie imprese italiane, con il decreto legge 232 del 11/12/2016 contenuto nella legge di bilancio 2017, ha introdotto i Piani Individuali di Risparmio (cosiddetti PIR), qualcosa di veramente straordinario perché cambierà moltissime cose.
La stampa sta già dedicando ampie pagine a questo tipo di argomento, del resto proprio nelle scorse settimane,  su “Affari e Finanza” e “Repubblica” è stata dedicata una pagina intera sui Piani di Risparmio  “Con i Piani di Risparmio c’è  più spazio per i piccoli imprenditori”, “C’e lo sconto fiscale” etc..etc..
Anche Milano Finanza ha dedicato un inserto intero ai PIR e tanti altri giornali stanno affrontando questo argomento.
Partiamo da una premessa,  l’obiettivo del governo è quello di trovare la modalità, per rendere assolutamente efficace la possibilità di stimolare la crescita delle imprese italiane, facendole diventare molto appetibili per tutti i risparmiatori.
E l’appetibilità, si trova immediatamente negli enormi vantaggi che questo strumento ha verso i clienti.
Parliamo subito di questi vantaggi,
Primo vantaggio: Coloro i quali sottoscriveranno questo servizio d’investimento beneficeranno della completa esenzione dalla tassazione sul Capital Gain ovvero sul rendimento.
QUINDI NON PAGO IL 26% DI TASSAZIONE APPLICATA NORMALMENTE IN TUTTI GLI ALTRI PRODOTTI.
Secondo vantaggio:  questa esenzione totale vale anche per i proventi distribuiti sul conto corrente.
 
QUINDI I PROVENTI VERRANNO INCASSATI TOTALMENTE LORDI.
Terzo vantaggio: LA TOTALE ESENZIONE DELLE IMPOSTE DI SUCCESSIONE.
Quindi un servizio che di fatto è esentato da qualsiasi tipo di tassazione.
Per ricevere maggiori delucidazioni in merito a questo servizio contattatemi per concordare un incontro.
Un Saluto

Elezioni USA, Vittoria Donald Trump

Questa mattina l’America ha scelto il 45° presidente degli Stati Uniti, ovvero Donald Trump.

Qualche giorno fa, leggendo delle mail, qualche analista pensava che Hillary Clinton, sarebbe stata, probabilmente, il presidente degli USA, ovviamente come volevasi dimostrare è successo esattamente l’opposto.

Ad ogni modo cosa succede adesso? Cosa aspettarsi?

Sicuramente dei grandi titoloni sulle varie rassegne stampa e un continuo susseguirsi di notizie sui vari TG, del tipo:

  • Vittoria per Donald Trump, i mercati dicono si (in caso di andamento verso l’alto)
  • Vittoria per Donald Trump, bruciati miliardi nei mercati finanziari (in caso di andamento verso il basso)

… ma realmente, nel breve non succederà nulla (come non è ancora successo nulla per la GB).

Ma per noi cosa cambia o cosa potrebbe cambiare ai fini finanziari?

Tutto questo oltre i vari risvolti politici e mediatici, non fa altro che generare confusione al singolo cittadino e/o investitore.

La confusione storicamente, suscita diverse reazioni, una delle reazioni più comuni è l’emotività, che ci fa agire di impulso per paura di perdere.

Grazie all’impulsività di molti, probabilmente, assisteremo ad un periodo di volatilità dei mercati finanziari, volatilità che potrà essere se lo vorrai Nostra alleata.

La volatilità, ovvero l’andare in su e in giù del mercato, può essere a sua volta vissuta in 3 modi:

  1. Vendo per paura che le cose continuano ad andare male (consolido una perdita).
  2. Attendo che le cose passino da sole (comportamento passivo)
  3. Approfitto del momento di mercato, comprando a prezzi più bassi per mediare il prezzo, in modo da anticipare i miei guadagni (comportamento attivo).

Come sempre, ognuno di noi è l’artefice del proprio destino.

Io in qualità di Consulente Finanziario, ho il compito di stare vicino ad ogni mio cliente, per aiutarlo e di farlo riflettere su questi avvenimenti, informandolo di volta in volta e dimostrando con fatti concreti, che le oscillazioni di mercato, ci sono sempre state e sempre ci saranno, ma che è altrettanto importante sfruttare questi momenti a nostro vantaggio scongiurando qualsiasi comportamento dettato dall’emotività.

  • Come sempre però alcuni venderanno consolidando perdite e dando la colpa all’investimento o al Consulente
  • In molti attenderanno perdendo questa occasione
  • In pochi, riusciranno ad approfittare di questa meravigliosa opportunità.

Quindi vi invito a GODERVI questo momento di intenso battage mediatico, godervi il “circo” della comunicazione, magari ci confronteremo prossimamente proprio partendo da questo punto…

Se invece sei preoccupato, allora non è stato fatto un corretto lavoro preventivo, se vorrai un confronto più immediato rispondimi pure, Io ci sono

Alessandro Lo Verde

BREXIT

Carissimi, 
sicuramente anche Voi, avete ascoltato l’argomento più dibattuto del giorno, inerente al referendum della Gran Bretagna.

Di fatto, con il referendum, il popolo Inglese, per il 51,90% ha deciso di far uscire La Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Come vedete in percentuale, il referendum si è spaccato in due, in quanto paesi come l’Irlanda e la Scozia, non vogliono assolutamente rimanere fuori dall’Unione Europea.

È la prima volta che, un paese aderente all’Unione Europea, prende una decisione così forte.

Solo la Groenlandia nel 1985, ha indetto un referendum sull’uscita dall’UE.

Non si può contestare questa scelta, in quanto è chiaro che il sistema Europa non funziona proprio bene.

Il presidente Cameron, stamane, ha presentato le sue dimissioni, che verranno concretizzate nel mese di ottobre.

Di conseguenza, sino a quella data, non sarà lui a negoziare la fuori uscita della Gran Bretagna dall’Europa.

Quindi? Quali sono gli scenari attuali?

A livello valutario si prevede una discesa del Bund Tedesco e in particolar modo della Sterlina che si è indebolita rispetto alle valute forti,  ritornando ai valori del 1985.

Di conseguenza si prevede un rafforzamento del Dollaro e dello Yen.

Per quanto concerne i mercati finanziari, vedono una grande volatilità a livello globale.

Il mercato in questa fase, oltre ad essere influenzato dalle scelte politiche, è particolarmente influenzato dai mass media, che come sempre, utilizzano un metodo di informazione catastrofista, che genera panico e che destabilizza il piccolo investitore, portandolo di fatto, ad effettuare scelte basate solo sull’onda emotiva, causando errori di valutazione gravi.

Del genere, “fa più confusione un albero che cade, che una foresta che cresce”.

Questi eventi si sono sempre verificati, ma il mondo non ha mai smesso di crescere.

E allora cosa fare?

Sicuramente affidarsi ad un professionista è la scelta migliore.
Dal mio punto di vista, con una visione di lungo termine, e diversificata, sono convinto che questa si rivelerà un’occasione straordinaria da non perdere.

Quindi, quello che è successo, è uno stimolo fortissimo che aiuta il sistema a cambiare direzione e che avrà sicuramente effetti positivi.

Come agire in questa fase di elevata emotività e confusione?

È opportuno approfittarne entrando gradualmente sui mercati.

Oggi esistono strumenti ad-hoc, che consentono di fare tutto questo in modo semplice.

Per chi invece è già presente sul mercato, deve assolutamente approfittare del momento con versamenti aggiuntivi, riuscendo così a mediare le posizioni.

Per chi invece non dispone di grandi somme da investire, deve semplicemente attendere l’orizzonte temporale concordato, e aspettare che passi questa “moda” del momento, chiamata BREXIT.

Le banche centrali, faranno il loro lavoro, in quanto è vero che è uscito un paese dall’UE, ma solo a livello politico e geografico, ma non monetario, in quanto già la Gran Bretagna non aveva come moneta l’Euro.

Sono a Vostra disposizione per analizzare la posizione di ognuno di Voi.

Sperando di aver fatto cosa gradita, vi porgo i miei più sinceri saluti.

La Macroeconomia quanto ci interessa?

Buon Lunedì e Buon inizio settimana.

Oggi Voglio farvi riflettere sulla situazione finanziaria attuale che il Mondo intero sta vivendo.

Si parla sempre più frequentemente di crisi e in effetti stiamo assistendo a cose mai viste, cosa sta accadendo alla Nostra economia?

Vi ricordate quali sono stati per anni i beni rifugio dei risparmiatori italiani?

Come non ricordare i famosissimi “TITOLI DI STATO”, strumenti da sempre presenti nei portafogli di molti risparmiatori italiani. Questi titoli hanno segnato un’epoca e rappresentato per anni una validissima alternativa a diversi investimenti, in quanto erano sia sicuri che liquidabili in qualsiasi momento.

Bene, questi strumenti, oggi alcuni non più protetti a causa delle Clausole di Azione Collettiva, le cosi dette CACs, hanno tassi radenti lo zero o in altri casi addirittura segnano un rendimento negativo.

Sarà forse finita l’epoca di questi strumenti?

E come non menzionare il famigerato “MATTONE”, su cui per anni si è basata un intera economia..

Cosa sta succedendo ai nostri immobili?

Perché il loro valore continua a scendere inesorabilmente?

Perché non si riesce più ad affittarli o addirittura a venderli?

Anche per lui è finita un epoca?

Comprenderete bene che ci troviamo davanti ad un cambio “EPOCALE” che mette a repentaglio i sacrifici di un’intera vita o addirittura di diverse generazioni.

Alle volte sentiamo parlare di “MACROECONOMIA”, e facciamo l’errore di pensare che sono notizie che a noi non riguardano.

Purtroppo, che tu abbia o non abbia risparmi, la macroeconomia ti riguarda da vicino, in quanto intacca il tuo patrimonio ma non solo, vengono colpiti tutti i beni come la spesa, gli immobili, il carburante, le tasse, e tanto altro ancora..

Il 70% dei Paesi dell’economia mondiale oggi soffrono di tassi bassi e di un’inflazione bassa, ma come è possibile tutto questo?

CINQUE I MOTIVI

I primi due sono motivi congiunturali, ovvero, prima o poi passeranno di moda. Gli altri tre sono motivi strutturali che difficilmente verranno superati.

Analizziamo i primi due motivi congiunturali:

LA CINA E LE MATERIE PRIME

La Cina è un Paese che esporta i propri prodotti in gran parte del mondo, più che un Paese lo definirei una vera e propria fabbrica mondiale.

Questo Paese considerato “Paese Emergente”, per poter emergere ha deciso di effettuare una serie di interventi/investimenti detti piani di sviluppo. Questi piani prevedevano degli investimenti pubblici ovvero la costruzione di autostrade, aeroporti, porti, etc..etc..

Questi investimenti hanno richiesto un elevato consumo di materie prime provenienti dai Paesi produttori come il Brasile.

Cosa succede ad un determinato bene se la richiesta è alta? Beh, quel determinato bene aumenta il proprio valore.

Nel momento in cui tutti questi investimenti sono giunti a compimento, e le aree industriali sono sempre meno, la Cina deve necessariamente diminuire la richiesta di materie prime, calando la richiesta, cosa succede ai prezzi? Ovviamente si contraggono, causando panico in quanto la Cina non crescerà più ai livelli di prima.

Ora parliamo dei tre motivi strutturali che purtroppo sono quelli più complessi da superate.

MOTIVI STRUTTURALI

  1. DEMOGRAFIA
  2. GLOBALIZZAZIONE
  3. DIGITALIZZAZIONE

LA DEMOGRAFIA: Guardiamoci intorno, cosa è cambiato? Le famiglie sono numerose come prima? Quanti figli avevano i nostri nonni? E quanti i nostri genitori? Noi quanti figli abbiamo e i nostri figli hanno figli?

Come impatta questo sulla Nostra economia?

Semplice, una famiglia numerosa, avrà maggiori esigenze, i consumi saranno maggiori (pane,pasta,acqua,abiti,servizi,etc..etc..); nel momento in cui il numero dei componenti familiari si riduce, inevitabilmente si riducono i consumi. Moltiplicate questo per tutto il Nostro pianeta? Ecco perché i prezzi dei beni, continuano a contrarsi, proprio perché la domanda di beni continua a diminuire.

LA GLOBALIZZAZIONE: Abbiamo sempre visto di buon occhio questo argomento, ma qual’è l’altro aspetto della medaglia?

Ragioniamo insieme..

Il fatto di vivere in un Mondo globalizzato senza ombra di dubbio ci aiuta ed è sicuramente anche più comodo.

Purtroppo però avere la possibilità di comprare beni e servizi in tutto il Mondo non fa altro che aumentare la concorrenza, cosa sicuramente positiva, ma quando parliamo di concorrenza significa che i fornitori, per poter resistere e non essere spazzati via dal mercato, sono costretti ad adeguare i prezzi, abbassandoli. Questo semplice fattore si ritorce sui salari dei singoli lavoratori che inevitabilmente, avendo uno stipendio minore, saranno costretti a dover consumare meno.

LA DIGITALIZZAZIONE: Quanti di noi sarebbero disposti a tornare alla “pala e al pico”?

Un esempio rude e forse anche forzato, ma c’è da dire che oggi la tecnologia ci agevola e difficilmente tutti siamo disposti a farne a meno. Grazie difatti all’aiuto di questi potentissimi mezzi come i  computers, riusciamo a sviluppare una quantità d lavoro enorme che prima veniva svolta da molte persone. Questo semplice meccanismo, causa una minore richiesta di forza lavoro, in quanto le persone vengono sostituite dalle macchine: meno concorsi, meno assunzioni, aumento della disoccupazione, aumento di persone prive di un lavoro e di un reddito che continuano ad alimentare un circolo vizioso dei mancati consumi..

Quindi? Come uscire da questa situazione? La Cina, che aveva introdotto un limite alle nascite (massimo un figlio a famiglia) ha deciso, comprendendo il problema demografico, di estendere alle famiglie la possibilità di concepire due figli. Questo permetterà di aumentare i consumi familiari (domanda) e quindi incrementeranno i prezzi, di conseguenza i salari, tornando così a costruire un circolo virtuoso. Le Banche Centrali Europee invece, dalla loro parte, hanno deciso di effettuare il cosiddetto Quantitative Easing, ovvero iniettare nel sistema liquidità. Questa decisione molto importante permetterà un aumento dei del valore della moneta, si alzeranno i tassi e di conseguenza l’inflazione.

La mia considerazione personale è che oggi il mondo economico richiede sempre più l’aiuto di un esperto finanziario capace di indirizzarti nei giusti settori.

Alla prossima.

Come funziona il Piano Di Accumulo Capitale

Il P.A.C., letteralmente il Piano Di Accumulo di Capitale, non è un prodotto specifico, ma una strategia d’investimento. 

È particolarmente indicato per il risparmiatore che ha l’obiettivo di costruire un capitale per i propri progetti di vita futuri, senza dover disporre fin da subito di una grossa somma di denaro. 

Il P.A.C. è quindi la strategia che generalmente consiglio per investire al meglio e in modo sistematico il risparmio che mensilmente si crea.  Il P.A.C. è un investimento a rate, attraverso un piano di versamenti programmati le cui caratteristiche vengono predefinite dal sottoscrittore, è lo strumento più idoneo per attenuare al massimo la volatilità dell’investimento, eliminando la componente emotiva del momento giusto per investire; evita pertanto di sbagliare il Timing di entrata sul mercato riuscendo a mediare i prezzi.

Inoltre, offre numerosi vantaggi a cominciare dal fatto che avvicina al risparmio gestito anche chi non dispone di grandi somme da investire, come le famiglie o i giovani, e si rivela uno strumento estremamente flessibile in quanto consente al risparmiatore una notevole libertà di gestione dell’investimento.

Alcuni dei vantaggi:

  1. Elimina la componente emotiva, in quanto non necessariamente si accede con grossi capitali.
  2. Va bene in ogni condizione di mercato.
  3. È flessibile in quanto è possibile aumentare e/o diminuire l’importo, sospendere o revocare il versamento o addirittura liquidare il capitale in qualsiasi momento.
  4. Trasparente in quanto è possibile monitorarlo

Vi dettaglio i vantaggi:

1.L’emotività negli investimenti.

L’emotività negli investimenti è un fattore che incide negativamente negli investimenti di natura finanziaria.

È statisticamente provato che la maggior parte delle perdite subite sono direttamente proporzionali all’emotività del risparmiatore.

Lo studioso Kahneman (premio nobel per l’economia 2002) afferma che l’investitore nelle scelte finanziarie decide emotivamente e non razionalmente.

Vi riporto un esempio grafico per descrivere l’emotività: L’esempio appena visto, apparentemente banale, è realmente il comportamento che la maggior parte dei risparmiatori da me incontrati adottano. Comprano nei momenti di euforia di mercati e vendono nei momenti di crisi. Vorrei ricordare che, per la legge della domanda e dell’offerta, se tu compri ci deve essere qualcuno che vende, se vendi ci deve essere qualcuno che acquista.. ecco, domandati chi compra e acquista nei giusti momenti.. Esattamente l’opposto di quello che si fa in un comune mercato alimentare dove cerchiamo le offerte per acquistare la Nostra spesa e se dovessimo rivenderla, la rivenderemmo sicuramente ad un prezzo maggiore. Purtroppo un concetto molto semplice che viene compreso per tutto (alimenti, immobili, auto, etc..), ma che in finanza a causa dell’emotività viene ignorato.

2. Va bene in ogni condizione di mercato

Questo metodo, consiste nell’investire una stessa quota di denaro a intervalli di tempo regolari, per cogliere le opportunità del mercato. Infatti frazionando l’investimento con un importo fisso è possibile sia ottenere un prezzo medio d’acquisto inferiore alla media dei prezzi,  ma anche sfruttare al massimo gli eventuali momenti di flessione dei mercati.  Come? Attraverso il principio del Dollar Cost Average Funziona cosi, farò un primo esempio:  Supponiamo di investire complessivamente € 200,00 in due periodi differenti in ognuno dei quali investiamo €100,00.  Ipotizzo che il valore di mercato di una specifica quota del fondo che vogliamo acquistare, sia inizialmente pari a 50 €, in questo caso con 100,00 € riusciamo ad acquistare due quote del fondo.  Nel secondo periodo, i mercati salgono e il valore della quota sale a 100,00 €, con gli ulteriori 100,00 € riusciamo ad acquistare una quota del fondo

In tutto avremo quindi acquistato tre quote.  Istintivamente, verrebbe da dire che, avendo acquistato inizialmente a 50,00 € e successivamente a 100,00 € il prezzo medio di acquisto sia pari a 75,00 €, in realtà il prezzo medio è più basso.  Infatti avendo investito 200,00 € acquistando tre quote, il prezzo medio è pari a 66,6 € più vicino quindi al valore minimo del mercato.

  Il Principio del Dollar Cost Average è valido anche in caso di flessione dei mercati.. Come?  Vi farò un secondo esempio supponiamo di investire complessivamente 300,00 € in tre periodi, frazionando sempre l’investimento in 100,00 € per ogni periodo.  In questo esempio i valori delle quote del fondo sono i seguenti: 

  • 1 periodo 100,00 € 
  • 2 periodo 33,00 € 
  • 3 periodo 80,00 € 

La sequenza degli acquisti sarà:

  • nel primo periodo con 100,00 euro acquisto 1 quota, 
  • nel secondo periodo con 100,00 € acquisto 3 quote, 
  • nel terzo periodo con 100,00 euro acquisto 1,25 quote del fondo. 

Alla fine del  terzo periodo avrò acquistato 5,25 quote del fondo per un controvalore totale di 420 € a fronte di un investimento complessivo di 300,00 €.

  La performance sarà quindi positiva del +40% anche se il mercato non è ancora tornato ai livelli di inizio periodo. È proprio questo il meccanismo vincente su cui si basano i PAC.

  Personalmente consiglio dei piani di accumulo con cadenza mensile, attraverso il versamento di una quota fissa per una durata consigliata di almeno 10 anni.

Considerazioni Finali L’eliminazione del fattore emotivo e le proprietà della media aritmetica fanno del P.A.C uno strumento che permette al risparmiatore di raggiungere ottimi risultati.

Due semplici regole:

  1. Versare in modo costante per periodi non inferiori ai 10 anni
  2. Raddoppiare il versamento nei momenti di particolare ribasso del mercato

A titolo puramente esemplificativo vi mostrerò un ultimo caso di mercato, in cui il P.A.C. dimostra la sua validità attraverso la mediazione dei prezzi.

In quest’ultimo Esempio abbiamo:

  • Il Sig.re Razionale che investe in modo costante ed incrementa quando le quotazioni scendono;
  • Il Sig.re Emotivo che investe in maniera crescente quando il fondo sale e rallenta, fino a fermarsi, quando le quotazioni scendono.

Come si evince dal grafico, nel periodo di euforia di mercato, il sig. Emotivo aumenta la quota di capitale investito, mentre il sig. Razionale mantiene la stessa costanza.

Quando il mercato corregge, il sig. Emotivo diminuisce fino a fermarsi, il Sig. Razionale aumenta la quota d’investimento.

Secondo Voi qual è il risultato?

Quindi per concludere, il Piano Di Accumulo Capitale è un ottimo strumento per poter proteggere il proprio risparmio, però come avrete letto, se non gestito insieme ad un professionista, si rischia di vanificare i propri risparmi.

Alla prossima

Come risparmiare?

La maggior parte delle persone che incontro, generalmente risparmia per i seguenti bisogni:

  • Comprare casa
  • Cambiare auto
  • Viaggi
  • Figli
  • Pensione
  • Per ultimo, ma non per importanza, mi dicono: Non si sa mai..😂😂😂

Quest’ultimo punto Non si sa mai.. apparentemente non definito, vuole manifestare la volontà di accantonare dei soldi al fine di avere un capitale da utilizzare in caso di imprevisti di salute (Morte, invalidità, malattie, etc..)

Cosa si fa normalmente senza l’intervento di un professionista?

Il reddito entra nel conto corrente, si effettuano tutti i pagamenti ordinari e quello che rimane, resta sul conto.

Se pensi che non rimanga nulla sul conto, ti invito a riflettere e a preoccuparti, dato che le pensioni future saranno più magre e quindi non risparmiando oggi che hai il 100% del tuo stipendio,non voglio pensare cosa farai quando andrai in pensione e percepirai molto meno del tuo attuale stipendio..

Se  invece anche tu risparmi e lasci la liquidità sul conto corrente il risultato è il seguente:

  • Mancato guadagno, in quanto la liquidità sul conto generalmente non viene remunerata a sufficienza.
  • Riduzione del capitale di risparmio, in quanto anche se mantieni la stessa liquidità per anni sul conto corrente, a causa dell’inflazione essa si svaluta.

Quindi cosa bisogna fare ???

  •  Fare uscire dal conto corrente il risparmio per evitare che i costi e l’inflazione, anche se bassi, possano distruggere il risparmio
  • Sul conto corrente deve rimanere la liquidità necessaria per vivere.

Voglio farti riflettere su alcune domande:

Come ti sei comportato oggi con i tuoi risparmi?

Grado di soddisfazione?

Per quali motivi risparmi?

Capacità di risparmio mensile?

Desideri?

Cominciamo dal comprendere cosa si intende per Obbligazione o Azione.

Molto spesso, si commette l’errore di pensare che, sottoscrivendo un’obbligazione, si è esclusi da ogni forma di rischio, mentre sottoscrivendo un azione si è particolarmente esposti a dei rischi, ma è realmente così?

L’obbligazione non è altro che un debito.

Faccio un esempio:

La Banca XXX ha necessità di avere della liquidità, non potendo recarsi in una finanziaria per richiedere un prestito, prende “un foglio di carta” gli scrive sopra Obbligazione e lo da al risparmiatore che gli affida il proprio risparmio.

L’obbligazione prevede una data di scadenza entro il quale la Banca XXX dovrà restituire il capitale al risparmiatore maggiorato da interessi.

Un vero e proprio prestito.

Ora mi domando e vi faccio due domande:

  1. Secondo Voi chi fa un prestito, ha interesse a pagare più o meno interessi?
  2. Prestereste mai i Vostri soldi ad una persona indebitata?

Beh, vi invito caldamente a farvi queste due domande prima di sottoscrivere un obbligazione.

Adesso passiamo alle Azioni:

Le Azioni, sono delle partecipazioni societarie, ovvero è come se diventassi socio dell’azienda.

Diventando Socio, partecipo agli utili dell’azienda e/o alle perdite.

Ma anche qui, mi domando:

Secondo Voi un’Azienda, ha più interesse a fare utili o perdite?

Concludo questo concetto, dicendo che la stessa azienda può emettere sia titoli azionari che obbligazionari e che in caso di fallimento non andrebbero pagati entrambi.. Quindi forse, i rischi sono altri..

Alla prossima..

Alessandro Lo Verde

La Pianificazione Finanziaria come ricchezza per la famiglia

Carissimi lettori,

oggi vorrei condividere con Voi un’organizzazione del risparmio che da anni viene utilizzata da ogni famiglia e che inconsapevolmente replica una strategia d’investimento denominata appunto Pianificazione Finanziaria.

Ogni famiglia ha due tipi di esigenze finanziarie:

  1. Gestire Capitali Esistenti
  2. Creare I Nuovi Capitali

Quindi, Come fare a realizzare queste esigenze?

Tutto questo è possibile grazie alla Pianificazione Finanziaria.

Che cosa si intende quindi per Pianificazione Finanziaria?

In parole semplici, la Pianificazione Finanziaria è quel processo che attribuisce al denaro una finalità, ossia “dare ai soldi un nome”.

In pratica, ciò corrisponde a quello che le nostre nonne saggiamente facevano ovvero: prendere delle buste, scriverci sopra la destinazione e distribuire sistematicamente tra loro il denaro risparmiato.

Questo semplice gesto fu il principale fattore di creazione di ricchezza delle famiglie, in quanto, in tal modo, si può esercitare più efficacemente la capacità di controllo dei propri risparmi, capacità che non potrebbe essere esercitata nel caso in cui il denaro non fosse finalizzato.

In termini generali, la Pianificazione Finanziaria consiste dunque nella definizione degli obiettivi di vita del consumatore, ordinati per priorità e nella conseguente ripartizione delle risorse, economiche e finanziarie, attuali e future, finalizzate al loro raggiungimento.

Tale attività è normalmente supportata da un consulente che aiuta il proprio cliente, ad effettuare una sana e corretta Pianificazione Finanziaria, per poter quindi raggiungere gli obiettivi personali o includere anche quelli della famiglia.

La Pianificazione Finanziaria, come dicevo, è un processo che dovrebbe essere sviluppato per tutta la vita di ogni risparmiatore attraverso 4 fasi:

  1. Individuare i propri obiettivi
  2. Analizzare le entrate/uscite nel tempo
  3. Analizzare la propensione al rischio
  4. Ricerca dello strumento idoneo (investimento/coperture assicurative)

Spero di aver chiarito in poche righe l’importanza e il significato della parola Pianificazione Finanziaria.

Alla prossima

Alessandro Lo Verde

IL FONDO COMUNE D’INVESTIMENTO PER RIDURRE I RISCHI

Carissimi lettori,

se avete letto e compreso gli articoli precedenti, sarete sicuramente d’accordo con me che oggi il così detto FAI DA TE potrebbe rivelarsi un rischio. La situazione ideale sarebbe quella di affidare il proprio patrimonio a professionisti adeguatamente formati e competenti che giornalmente svolgono questa professione e che suggeriscono in maniera più razionale la scelta migliore.

Pertanto, il consulente ha una grande responsabilità, in quanto ciò che gli viene affidato non è un semplice patrimonio, poco o tanto che sia, ma l’intera vita del cliente stesso, fatta di sacrifici e rinunce.

Quest’ultima mia considerazione è fondamentale per poter svolgere questa attività.

Oggi Vi parlerò del motivo per cui consiglio spesso l’utilizzo del fondo comune d’investimento, strumento dal mio punto di vista in grado di offrire una grande diversificazione a fronte di una maggiore tutela rispetto ad altre tipologie di investimenti..

Il mio consiglio è quello di affidare il proprio patrimonio a Fondi Comuni D’Investimento, perché, dato che le Banche possono fallire, come già successo in passato, tali somme sarebbero maggiormente tutelate. Infatti, come recita l’articolo 36 comma 2 del Testo Unico Della Finanza, il Fondo Comune D’Investimento ha una gestione separata dalla Banca, quindi in caso di fallimento della banca, i creditori non possono attaccare la liquidità del Fondo.

Questa ritengo sia già una prima garanzia.

La seconda considerazione invece è che il patrimonio affidato ad un Fondo Comune D’Investimento, è gestito da una SGR (Società Di Gestione Del Risparmio); quest’ultima, essendo una Società, e quindi soggetta a fallimento, è controllato da diversi istituti di vigilanza (Banca D’Italia, Consob, Antitrust, Covip e Ivass), ognuno con le rispettive competenze.

Ritengo che anche questo sia fonte di maggiore tutela, in quanto la stessa Società deve attenersi a determinate regole e controlli prima di procedere con degli acquisti.

La SGR che riceve in affidamento il patrimonio, essendo gestita da professionisti, ha il compito giornaliero di effettuare acquisti al fine di mediare i prezzi dei titoli e consolidare i rendimenti maturati; inoltre gestendo un enorme quantità di liquidità, ha la possibilità di diversificare i propri acquisti, tenendo saldo il principio della diversificazione.

Ritengo che anche questo sia un elemento di attenzione e valutazione ma sopratutto di maggiore tutela.

Ma, come diceva un noto conduttore “E non finisce qui..”,  il patrimonio affidato alla SGR non è detenuto all’interno della stessa Società, ma bensì è depositato presso un’altra Istituzione che prende il Nome di Banca Depositaria, il cui fine è quello di detenere l’intero patrimonio dei sottoscrittori del fondo.

Quindi, comprenderete bene che affidare il patrimonio a una gestione professionale attiva, Vi permette di ridurre notevolmente i rischi e vi dà la possibilità di avvantaggiarVi della competenza di professionisti che hanno il fine di aumentare la loro redditività così come quella del cliente.

Spero di essere stato chiaro nell’esposizione e di esserVi stato di supporto.

Per qualsiasi cosa non esitate a contattarmi anche tramite il canale dei Social Network.

Alla Prossima

Come Funziona Il Fondo Comune D’Investimento

Carissimi Lettori, come promesso, dopo aver ampiamente parlato di cosa è la diversificazione e di quanti tipi di diversificazione possono essere presi in considerazione, penso sia importante capire quali siano gli strumenti che permettono di completare questo argomento.

Oggi l’argomento trattato sarà appunto il Fondo Comune D’Investimento, strumento in grado di offrire una buona diversificazione e che aiuta a pianificare le proprie esigenze o progetti di vita.

Cosa è? Ma soprattutto, come funziona?

Il Fondo Comune D’Investimento è uno strumento (contenitore) che detiene al suo interno titoli di diversa natura (azioni, obbligazioni, titoli di stato o liquidità), a seconda dell’obiettivo del fondo.

Il fondo è gestito da una Società che prende il nome di SGR, ovvero Società Di Gestione Del Risparmio.

La SGR è formata da vari professionisti che giornalmente effettuano acquisti o vendite seguite da una strategia ben precisa, al fine di ottenere la migliore performance.

Generalmente, gli acquisti effettuati dal Gestore del Fondo sono stati già analizzati da alcuni Analisti.

L’analista ha il compito di recarsi presso le aziende che intende acquistare, in modo da poter valutare il loro stato economico/patrimoniale.

L’azienda, quindi, dovrà avere dei bilanci in regola e allettanti, ma altrettanto importante sarà la considerazione che il mercato ha della stessa.

L’analista viene incaricato da un Economista che, in funzione delle proprie previsioni di mercato, orienta gli acquisti attenzionando vari elementi di diversificazione, ritenuti per lui migliori in quel determinato momento.

Alla fine o alla base di questo processo, vi è il Promotore Finanziario.

Quest’ultimo professionista, in funzione della conoscenza e delle esigenze di ogni suo cliente, consiglia il fondo più adatto.

Comprenderete bene, quindi, che il fai da te non potrebbe MAI far ottenere lo stesso risultato al singolo risparmiatore, in quanto le informazioni che ogni utente possiede potrebbero essere parziali o, alle volte, del tutto sbagliate, in quanto dettate dall’emotività di ognuno di noi.

Inoltre, chi acquista un Fondo Comune d’Investimento beneficia dell’intera liquidità che possiede il Fondo, liquidità fondamentale per l’acquista, la mediazione e la diversificazione di svariati titoli che difficilmente verrebbe investita dal singolo utente.

In che modo devo Diversificare?

La scorsa settimana abbiamo parlato di quanto sia importante diversificare i propri risparmi/investimenti, per metterli a riparo da diversi rischi, che potrebbero vanificare i sacrifici di un’intera vita di lavoro.

Ma come faccio io utente ad effettuare una buona diversificazione, non avendo alla base una buona conoscenza del settore finanziario? Sicuramente è importante rivolgersi ad un professionista, detto Promotore Finanziario, che in base alla sua approfondita conoscenza potrà meglio indirizzarmi sulla scelta da fare.

Oggi Vi parlerò, quindi, di come poter diversificare i propri risparmi, riuscendo così a ridurre i rischi.

Come detto nel precedente articolo, la maggior parte di investitori da me incontrati posseggono in portafoglio poche decine di titoli che generalmente hanno una stretta correlazione tra di loro: spesso sono tutti dello stesso settore (esempio titoli bancari o statali) o della stessa area geografica (Italia) e quindi nella stessa valuta.

Questo è l’inizio della fine, in quanto il cliente che ritiene di essere pienamente diversificato, quando vede una correzione del prezzo dei propri titoli alla prima scossa di mercato, si scoraggia e, rifugiandosi al detto “meglio perdere che straperdere”, vende a prezzi in calo, ottenendo così una perdita in conto capitale. Questa esperienza, direi traumatica, allontana il risparmiatore dal mondo del risparmio, rendendolo spesso scettico rispetto a qualsiasi tipo di proposta gli venga offerta, in quanto ritiene il settore complesso e rischioso.

A questo punto, risulta comprensibile l’importanza che ha il promotore finanziario nella sua funzione di sostegno al cliente, per rendere i suoi risparmi più sicuri ed evitargli delle brutte esperienze.

Ma adesso, vediamo quali sono i punti cardine di una buona e sana diversificazione.

A titolo puramente esemplificativo, illustrerò una strategia efficace per avere un portafoglio bene diversificato:

  • Diversificazione Temporale. Decidere e suddividere gli investimenti secondo l’orizzonte temporale di riferimento: a breve, a medio e a lungo termine, in modo coerente con gli obiettivi e le esigenze proprie.
  • Diversificazione Per Tipologie e quantità di titoli: (Azioni, Obbligazioni; Titoli Di Stato, Liquidità).Tanti titoli sono meglio di pochi. Quanto più è diversificato l’investimento, tanto più è ridotto il rischio di oscillazioni o di perdite. I fondi comuni e le gestioni sono servizi disegnati in base a questo principio.
  • Diversificazione Per Aree Geografiche: (Nord America, Europa, Pacifico, Mercati Emergenti). Ripartire gli investimenti nelle diverse aree geografiche, consente di ridurre i rischi e di accedere a maggiori opportunità. Secondo Voi la situazione in questo momento come va in Italia? Perché rischiare di tenere tutti i soldi in un unica nazione? Pensate a cosa è accaduto in Argentina o in Grecia.
  • Diversificazione Settoriale: (Beni Di Prima Necessità, Beni Voluttuari, Energia, Finanza, Industria, Informatica, Materiali, Salute, Servizi Di Pubblica Utilità, Servizi Di Telecomunicazioni, Commodities, Altre Obbligazioni, Impieghi A Breve, Obbligazioni Corporate, Obbligazioni Governative). Se hai letto l’articolo precedente, è come comprare un unico alimento.
  • Diversificazione Valutaria: (Euro, Dollaro, Yen, Sterlina, Altre Valute Paesi Sviluppati, Valute Paesi Emergenti). Secondo Voi, in questo momento l’Euro è fonte di stabilità economica? E il tuo portafoglio come è posizionato?
  • Diversificazione Per Potenziale Di Crescita: (BRIC, Altri Emerging Market Equity, Commodities, High Yield, Altri Emerging Market Bond, Mercati Consolidati). Nell’ottica di un investimento di lungo periodo, è consigliabile puntare anche sui mercati con alti potenziali di crescita e su aziende emergenti, che possono generare grandi opportunità. Ci sono paesi che oggi crescono a vista d’occhio mentre le Nostre economie sono ferme. Perché tenere la liquidità a rendimenti prossimi allo zero?
  • Diversificazione Per tipologia Di Strumenti: (Servizi Bancari, Investimenti Assicurativi, Investimenti Fondi e Gestione, Investimenti Bancari, Investimenti in Titoli, Previdenza). Investire in strumenti con caratteristiche differenti tra loro, permettendo di ridurre il rischio e soddisfare al meglio le esigenze di vita del Cliente.
  • Diversificazione Per Tipologia Di Fondi: (Accumulazione, Distribuzione)

Uno degli strumenti che personalmente consiglio alla mia clientela che è in grado di dare questo tipo di diversificazione è il Fondo Comune D’Investimento, argomento che tratterò nel prossimo post.

Alla prossima..

Una spiegazione di cosa è la diversificazione e di quanto sia importante.

Perchè la maggior parte dei cittadini italiani si mostrano diffidenti rispetto agli investimenti di natura Finanziaria?

È possibile che forse non si conosca bene cosa si intende per diversificazione e si pensi solo al rischio?

Occorrerebbe comprendere bene cosa intende ognuno di noi per rischio.

Dopo anni di duro lavoro nel settore bancario e/o finanziario, ho potuto notare che la maggior parte dei clienti che incontro non ha una buona consapevolezza del rischio.

Pertanto essi detengono nel loro portafoglio solo titoli di Stato o Obbligazioni bancarie o, se particolarmente avanzato, si spinge con l’acquisto di qualche titolo azionario di qualche società consolidata e conosciuta nel tempo o, nella peggiore delle ipotesi, detengono l’intera liquidità su libretti.

Ma quanto è sicuro tutto questo?

Non direi che sia il massimo della sicurezza e personalmente sarei preoccupato.

Se anche tu ti rifugi in questi pochi titoli, è il caso che approfondisci bene il concetto di diversificazione.

Farò un esempio per far comprendere che cosa intendo per diversificazione.

Ogni persona ha bisogno di nutrirsi per poter vivere, vi ricordate quando scoppiò in Italia il caso della mucca pazza?

Cosa è successo al settore della carne?

Bene, quel settore è crollato, ma questo non vuol dire che le persone non si cibavano più, bensì hanno spostato gli acquisti possibilmente nel settore del pollo..

Quindi cosa è accaduto?

Un settore è andato in profonda crisi, un altro è schizzato alle stelle..

Poco tempo dopo, vi fu il caso dell’influenza aviaria..

Chiedetevi un pò cosa successe al pollo..

Allora forse è meglio comprare del pesce??
Ma anche qui poco dopo vi fu il caso del pesce con il mercurio.

Perchè vi faccio questi esempi..

Questo è esattamente quello che succede in natura finanziaria.

La maggior parte delle persone si rifugia in pochissimi titoli che ricoprono singoli settori, singole aree geografiche, singole valute, singoli orizzonti temporali e singoli strumenti, rischiando così di incappare in una crisi settoriale che potrebbe vanificare i sacrifici di un’intera vita.

Conoscete quel detto “Non mettere tutte le uova nello stesso paniere”?

Alla luce di quanto detto, il mio consiglio è quello di affidare i propri risparmi a professionisti in grado di saper diversificare i Vostri risparmi per potere così ridurre i rischi.

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Il controllo delle Banche da parte della BCE

La Banca Centrale Europea ha già deciso.

Dal 4 Novembre 2014 le maggiori Banche saranno controllate direttamente dalla BCE e non più da Banca D’Italia.

Sono 120 le banche europee che sono finite sotto la vigilanza diretta della Bce, di cui 14 italiane.

Le banche italiane che dal 4 novembre sono “vigilate” dalla Bce sono

Unicredit – Intesa Sanpaolo – Mps – Banco Popolare – Mediobanca – Banca Popolare – Emilia Romagna – Ubi Banca – Banca Popolare di Milano – Carige – Popolare di Sondrio – Popolare di Vicenza – Barclays Italia – Iccrea Holding – Veneto Italia.

La Bnl rientra invece nella lista degli istituti francesi in quanto controllata da Bnp Paribas.

Le Banche coinvolte, sono state scelte in funzione del valore degli attivi, l’importanza in relazione all’economia del paese, la presenza internazionale e l’aver ricevuto aiuti europei.

Le altre banche non comprese nella lista rimarranno sotto la supervisione delle autorità nazionali ma la Bce potrà decidere di intervenire qualora ne rilevasse la necessità.

Un esame che ha colpito per la bocciatura – tra le altre – di due banche italiane, MontePaschi e Carige, ma che ha anche rivelato prestiti in difficoltà per 900 miliardi di euro in tutta l’area.

L’Unione bancaria fa dunque un passo importante, ma non è concluso.

Oggi si parla tanto di “DEFLAZIONE” o di “INFLAZIONE” ma cosa è? Come impatta nei nostri risparmi?

INFLAZIONE

L’inflazione indica il fenomeno per il quale con il passare del tempo, i prezzi di acquisto dei prodotti e dei servizi tendono ad aumentare generando una diminuzione del potere di acquisto della moneta.

LE PRINCIPALI CAUSE SONO DATE DA:

  • Incremento dei costi sostenuti per la produzione, provocati dall’aumento dei salari.
  • Innalzamento dei costi delle materie prime.
  • Aumento di domanda da parte dei consumatori.
  • Immissione sul mercato di nuove masse di monetarie da parte delle Banche Centrali.

DEFLAZIONE

La Deflazione, indica il fenomeno per il quale con il passare del tempo, i prezzi di acquisto dei prodotti e dei servizi, tendono a diminuire.

La deflazione deriva dalla debolezza della domanda di beni e servizi, e rappresenta un freno nella spesa di consumatori e aziende.

Le imprese non riescono a vendere a determinati prezzi e sono obbligati a deprezzare i propri prodotti o servizi

L’andamento deflattivo dei prezzi, tende a verificarsi come conseguenza di una recessione economica

IL CAPITALE UMANO

LA COSA PIU’ IMPORTANTE DELLA TUA VITA? LA TUA VITA!

Vi siete mai chiesti come mai l’assicurazione dell’auto è obbligatoria e prima non lo era?

L’obbligo è stabilito dalla legge n. 990 del 24 dicembre 1969.

Dopo la seconda guerra mondiale, le città cominciavano a popolarsi di vetture e di conseguenza aumentava il numero di sinistri, talvolta anche gravi.

Quando accadeva un grave incidente, si rovinavano di fatto due famiglie:

  • La famiglia della persona che moriva o che riportava una grave invalidità permanente, in quanto  improvvisamente veniva a mancare o si riduceva notevolmente il reddito prodotto dal mal capitato, causando così un drastico impoverimento;
  • E la famiglia che aveva commesso il sinistro, in quanto non aveva abbastanza capitale per coprire questo enorme imprevisto.

Fu così, che si penso di trasferire il rischio a delle compagnie assicurative, che acquistassero i rischi della gente, attraverso un premio.

Di fatto, Tu mi paghi ed io ti copro in caso di sinistro.

E’ assurdo pensare che l’Italiano medio, assicura tutto ciò che è obbligatorio: dall’auto, alla moto, alla barche o nei casi di maggiore prudenza appartamenti e viaggi, ma che non pensi mai ad assicurare la cosa più importante ovvero SE STESSO.

Facendo da anni consulenza, mi rendo conto che la maggior parte delle persone, è totalmente ignara dei costi esigui di tali coperture, così come del fatto che si possono detrarre al 19%, usufruendo delle agevolazioni fiscali.

Siamo nell’era del consumismo, e mi rendo conto che è molto più facile spendere per acquistare ogni genere di oggetto o attività, ma poi ci arrestiamo quando si tratta di salvaguardare noi stessi o le nostre famiglie. Oggi è possibile proteggersi con un contributo minimo che vi assicuro rende al massimo, garantendo la nostra serenità.

Alessandro Lo Verde

I Social Network, sono davvero così importanti? Vieni a scoprirlo al seminario che si terrà il 4 Giugno

I Social Network, sono davvero così importanti? Vieni a scoprirlo al seminario che si terrà il 4 Giugno

Si parla sempre di più di Social Network.

Ma cosa sono davvero e come funzionano le reti di relazione su internet?

Quali sono i rischi e le opportunità connesse ad un uso poco attento e consapevole?

Centodieci Condivisione è un seminario di 2 ore promosso da Mediolanum Corporate University dedicato ai Clienti ed amici di Clienti che affronta i temi dell’impatto dei Social Network nel mondo con una focalizzazione sulle aree di opportunità e di criticità che i social riservano.

Oggi il mondo Social è esploso, soltanto Facebook conta 1MLD di iscritti ed in Italia conta 29 MLN di utenti su di una popolazione di circa 60 MLN di cittadini.

Gli accessi tramite smart phone sono di circa 10 MLN se consideriamo che gli smart phone in Italia hanno una penetrazione del 28% sul totale di telefoni presenti ed è in vertiginoso aumento si può pensare che tutto ciò non sia da considerarsi solo una moda, ma una vera rivoluzione.

Le imprese hanno una opportunità unica per condividere idee, apprendere con rapidità delle buone pratiche, riproporre successi e creare reti d’impresa.
Attualmente i dati sui fatturati delle aziende che utilizzano anche i canali social come strumento di business ci dicono che sono positivi anche in questi anni di crisi.
Oggi non si può non conoscere questo mondo ed in particolare le modalità di presentazione personale e aziendale, non si può non decidere un proprio piano editoriale e non..

Cresce anche in Italia l’ottimismo sulle opportunità di investimento

Schermata 2014-02-27 a 00.16.27E’ di oggi la notizia del rapporto Schroders in cui è emerso che il 47% degli investitori italiani si dice più ottimista sulle opportunita’ d’investimento per il 2014 rispetto allo scorso anno, a fronte del 54% in Europa e del 56% del campione globale

La ricerca e’ stata condotta online tra il 2 e il 24 gennaio 2014 e in Italia ha riguardato circa 1000 investitori.

Circa la propensione per le diverse asset class la maggioranza degli italiani intervistati (67%) pensa di investire nel comparto azionario, ritenendo quest’ultimo il mercato in grado di offrire le migliori opportunita’ di crescita per il 2014. Solo il 21% e’ tuttavia propenso a puntare sui listini nazionali contro il 41% degli investitori esteri.

Guardando alle altre asset class, e mettendo a confronto le risposte degli italiani con quelle del campione internazionale, emerge dalla ricerca che in Italia il 34% degli intervistati puntera’ sul reddito fisso, rispetto al 18% del dato globale. Sebbene l’Asia Pacifico abbia il primato come regione dalla quale ci si aspetta il maggior potenziale di rendimento nel 2014 (secondo il 30% del campione italiano e il 39% di quello globale), gli investitori appaiono fiduciosi nei confronti delle economie sviluppate. Il 29% degli intervistati in Italia (a fronte di una media globale del 27%) ritiene l’Europa occidentale l’area piu’ promettente e il 20% punta sull’America settentrionale ovvero Stati Uniti e Canada (a fronte di una media globale del 31%). Pensando alle proprie priorita’ finanziarie per il 2014, oltre la meta’ (54%) degli intervistati italiani prevede di destinare il reddito disponibile a investimenti.

E voi quale forma di investimento preferite? Il suggerimento è quelle di non focalizzarsi solo su investimenti “fai-da-te” in pochi titoli azionari, poiché è solo grazie alla diversificazione del rischio che si può attutire il rischio di accumulare elevate perdite. L’investimento in fondi, anche mediante dei Piani di Accumulo può essere un valido strumento per il 2014.

Che cos’è Basilea?

Molto spesso sentiamo dire che le banche non riescono a finanziare per colpa di Basilea.Immagine

Basilea è un comitato di vigilanza bancaria, ovvero un’organizzazione internazionale istituita dalle banche centrali del G10.

Prende il nome di Basilea, in quanto tale comitato si riunisce quattro volte all’anno, proprio nella città di Basilea.

Poiché costituisce un comitato, non può legiferare, quindi lo scopo del comitato non è quello di obbligare le banche a rispettare quanto deciso, bensì suggerire alle banche centrali dei correttivi da applicare, al fine di armonizzare un processo di stabilità economica e di conseguenza coordinare la ripartizione delle responsabilità di vigilanza fra le autorità nazionali, in modo da attuare un controllo sulle banche mondiali.

In altre parole il comitato Basilea ha il compito di:
– Aumentare la sicurezza del sistema bancario;
– Stabilire dei coefficienti minimi che le banche dovrebbero rispettare a livello prudenziale;
– Promuovere delle pratiche nuove che possano migliorare l’intero sistema bancario.

Vi siete mai chiesti se le vostre banche oggi rispettano questi requisiti?

Conosci la direttiva Ecofin?

Schermata 2013-12-20 a 01.23.01

Vi siete mai chiesti chi è oggi a pagare se una banca fallisce?

Lo scorso 27 giugno è stata emanata una direttiva al quanto chiara denominata ECOFIN e che stabilisce cosa fare in caso di fallimento di una banca.

Questa direttiva non fa altro che coinvolgere direttamente i risparmiatori nel salvataggio della loro banca di riferimento.

Quindi, se oggi si è cliente di una banca che ha qualche problema di liquidità, occorre essere consapevoli che lo Stato, quest’ultimo anch’esso fortemente indebitato, non interverrà più come avveniva in passato.

E quindi che cosa succede?

I primi ad intervenire in caso di fallimento saranno proprio i privati, con un limite massimo di intervento dell’8% delle passività della banca, chiamato (Bail-in).

Se questo apporto di liquidità non dovesse bastare, subentrerà lo Stato con un limite massimo d’intervento pari al 5% delle passività della banca, chiamato (Bail-out).

Se anche questo non dovesse bastare, interverrà il Fondo Europeo Salva Stati e Banche.

Ma che cosa significa: interverranno i privati fino ad un massimo dell’8%?

Significa che i primi a dover pagare in caso di fallimento di una Banca saranno proprio i clienti di quella banca, tramite gli strumenti che possiedono nella stessa e nella seguente priorità:

1. Azionisti
2. Obbligazionisti Subordinati
3. Obbligazionisti Senior
4. Depositi oltre 100 mila euro

Quindi, dato che i nostri risparmi sono frutto di grandi sacrifici, se vogliamo proteggerli,  diamo anche un’occhiata all’indebitamento che ha l’istituto di credito e ponderiamo ogni aspetto.

Decoder: che cosa significa rating?

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Oggi cercherò di chiarire che cosa significa il termine Rating.
Spesso nei Tg sentiamo parlare della diminuzione o di un aumento dell’indice di rating.

Il Rating non è altro che una classificazione.
Un po’ per intenderci la classificazione che noi diamo agli alberghi dalle 5 alle 2 stelle.
In funzione delle stelle, l’albergo sarà più o meno confortevole.

Il Rating si esprime con le lettere dell’alfabeto ovvero il massimo della classifica è considerato tripla A (AAA) cioè massima sicurezza teorica del capitale investito mentre l’ultimo item essendo passati per i valori B e C, è rappresentato dalle D che sta per default e che in italiano significa appunto fallimento.

Questi giudizi sono espressi da società private e di conseguenza non possiamo essere certi che corrispondano a una verità certa.

Esempio, la Banca Lehman Brother prima di fallire era considerata una tripla A e quindi sicurissima ma difatto è fallita.

Queste società in funzione dei loro giudizi possono condizionare in modo positivo o negativo il sistema finanziario di un determinato Paese. Il rating tra l’altro è attribuito anche a ciascun Stato, al fine di fornire un’indicazione di solvibilità e salute finanziaria dell’ente governativo e Banca centrale nei riguardi degli investitori internazionali.

Che cos’è il debito pubblico?

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ll debito pubblico nasce in Italia nel 1861, subito dopo l’Unità d’Italia.

Durante quel periodo, si decise di assemblare tutti i piccoli stati, accorpando anche i loro debiti che si trasformarono unicamente ed esclusivamente nei famosi titoli di debito di Stato o più comunemente “BOT” (Buoni Ordinari del Tesoro).

Il debito pubblico, la stessa parola lo dice, è un debito che contrae lo Stato nei confronti di alcuni investitori (Paesi e/o banche).

L’indebitamento avviene attraverso l’acquisto di titoli di Stato come ad esempio Bot, Btp, Cct, ecc.

Il contratto che si stipula tra i due (stato – investitore) è un patto a tempo determinato, ovvero alla scadenza del titolo, lo Stato si impegna a rimborsare all’investitore la somma concessa alla sottoscrizione e in più riconosce una somma a titolo di interessi per il prestito ricevuto.

(Adesso qualche piccola novità la trovate con l’introduzione delle CaCs, post pubblicato in precedenza)

Lo Stato, per rimborsare il capitale investito più gli interessi, tende a indebitarsi sempre di più.

Di conseguenza, per ripagare questo debito, lo Stato è costretto o a produrre nuove entrate fiscali oppure tendere a far crescere il proprio Paese a livello economico in termini di ricchezza e quindi di Prodotto Interno Lordo… Ipotesi sempre auspicata.

In quest’ultimo caso, per far crescere il Paese a livello economico, lo Stato avrebbe dovuto aumentare i tassi di interesse, per far sì che i cittadini comprassero altri titoli e fossero disposti ad investire nuovamente o addirittura affidare nuova liquidità e quindi a rifinanziare lo Stato nella sua crescita economica.

Questo processo rischia di diventare un circolo vizioso, in quanto lo Stato alza i tassi per ottenere più soldi e il cittadino investe più soldi per ottenere benessere.

Un vero e proprio prestito, come quello che conosciamo noi cittadini.

Io ti dò dei soldi e tu me li ritorni indietro dopo tempo con gli interessi.

Secondo voi, chi contrae un debito, ha interesse a pagare più o meno interessi?

Il mercato cambia il modo di fare Banca

Come cambia il modo di lavorare in banca…

L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha dato disdetta del contratto collettivo nazionale di lavoro del 2012 per i dipendenti bancari giustificando tale decisione a seguito dell’evoluzione della crisi economica e della continua regressione del PIL.
Si delinea nel contempo un profondo e crescente impatto delle innovazioni teconologiche che influisce in particolare sulla progressiva riduzione delle operatività delle reti fisiche a vantaggio di un forte aumento di quelle telematiche.
Le banche si trovano pertanto a dover gestire esuberi e dipendenti con una vita lavorativa che nel frattempo si è allungata per effetto della riforma delle pensioni, e le cui competenze e professionalità non risultano più coerenti con l’attuale modo di fare banca.
Inoltre, in questi giorni, molti dipendenti, ancora in modo facoltativo, sono indirizzati dalla stessa banca, a sostenere l’esame che prevede l’iscrizione all’albo dei promotori finanziari, ma non tutti riescono a comprendere l’opportunità che c’è dietro.
Tale scenario mi fa comprendere che Banca Mediolanum ha avuto lungimiranza nell’adottare un modello vincente, la cui tipologia di business adesso viene presa in considerazione da tutto il settore bancario..

#Decoder | Conoscete le clausole CACs?

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Forse alcuni di voi hanno letto ultimamente questo nuovo acronimo: CACs cioé Clausole di Azione Collettiva. Quest’ultime sono state introdotte alla stessa stregua degli altri Paesi europei aderenti all’Esm (Meccanismo europeo di stabilità) con il decreto del 7 dicembre 2012.
Tali clausole offrono la possibilità allo Stato che si trova in situazioni di crisi del debito, di ricontrattare con i propri creditori la condizione del titolo emesso, ad esempio posticipare la scadenza di BTP. Le CACs sono state impiegate lo scorso marzo 2012 in Grecia proprio per fronteggiare e rinegoziare i titoli del debito pubblico già emessi.
Naturalmente il vantaggio di scegliere un fondo minimizza anche in questo caso il rischio di poter veder applicata una variazione al proprio investimento, poiché nei fondi, grazie al meccanismo della diversificazione del rischio si tratta di un paniere nettamente variegato di titoli e quindi un’eventuale applicazione delle CACs non intacca la globalità del proprio investimento.

[Clip] Benigni in banca… qualche anno fa.

In questo blog desidero essere semplice e utilizzare un linguaggio immediato per riflettere anche su argomenti complessi e strutturati.

Vi propongo questa ironica clip risalente a un film di trent’anni fa di Roberto Benigni (Tu mi turbi).

Che cosa è cambiato in questi anni?

Si è migrati da un modello in cui la banca era un organo burocratico con un approccio di tipo “ministeriale”, a un nuovo concetto relazionale dove adesso è la banca o meglio, una persona dedicata che incontra il cliente per assisterlo in ogni sua esigenza.

E come sarà tra altri trent’anni…? 😉

#Decoder: al via una nuova rubrica per aiutare a comprendere tutto ciò che diamo per scontato

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E’ ormai abitudine nel linguaggio comune utilizzare acronimi, sigle, inglesismi senza a volte conoscere effettivamente il reale significato di tali termini, con il rischio di fraintendimenti e distorsioni della realtà.

Ho pensato quindi di scrivere all’interno di €PO$T il significato di alcuni termini abituali.

Ad esempio FTSE MIB. Conosciamo effettivamente che cosa sia? Siamo bombardati dai media durante i notiziari, tweet, aggiornamenti, ma qual è il reale significato?

L’acronimo deriva da Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa ed è il più importante riferimento della Borsa Italiana.
Raccoglie un mix delle 40 società italiane ed estere quotate con la più alta capitalizzazione e quindi se ad esempio ascoltiamo che in una seduta ha raggiunto un +2,1% significa che il valore medio  delle quotazioni di tali titoli ha avuto tale performance incrementale.
Alla prossima!
alv

Vi presento il mio blog

Ecco una mia clip in cui illustro le finalità di questo mio nuovo strumento nato per consolidare e sviluppare il mio dialogo con ciascuno di voi.

Fatemi sapere i vostri commenti.

Tks

alv

Perché scegliere i fondi gestiti rispetto ai singoli titoli obbligazionari

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Quali sono i vantaggi della gestione rispetto al singolo titolo obbligazionario può essere utile per spiegare i benefici dell’investimento in un portafoglio gestito rispetto al singolo strumento. Tali benefici sono ancora più evidenti se si considera un contesto di elevata incertezza, come ad esempio quello iniziato nella seconda metà del 2011.

In un simile scenario la diversificazione e la delega ad un gestore esperto sono elementi da non trascurare anche nel momento in cui si decide di fare un investimento in titoli obbligazionari governativi, generalmente “ritenuti più sicuri”. È opportuno infatti ricordare che un investimento obbligazionario (governativo, corporate) è soggetto ad alcuni rischi che devono essere adeguatamente considerati: il rischio di credito (insolvenza dell’emittente), di tasso (variazione sfavorevole dei tassi di interesse) e di liquidità (facilita con la quale un titolo può essere negoziato sul mercato) che si manifesta in particolare nel momento in cui si decide di liquidare l’investimento prima della sua scadenza naturale.
L’investimento obbligazionario non è immune da rischi. Tali rischi possono essere però gestiti in modo adeguato facendo ricorso a fondi di investimento. Nel caso si optasse per una formula gestita la decisione di investimento dovrebbe riguardare per lo più le caratteristiche principali del fondo obbligazionario (tipologia, stile di gestione, benchmark), mentre sarebbero delegate al gestore, tutte le attività di investimento e controllo dei rischi previste dal mandato.

Buoni investimenti.

i mercati si stanno digerendo verso un andamento positivo.
Anche se a mio parere ci sarà ancora un periodo di volatilità.

Le dichiarazioni del numero uno della FED guardano ai fondamentali, per cui complimenti a coloro che hanno spostato della liquidità a favore di fondi, ma invito tutti ad accelerare utilizzando dove possibile proprio lo strumento dei fondi per dare più stabilità al proprio portafoglio e diversificazione degli investimenti.

Buoni investimenti.

Nuovi scenari anche per i correntisti bancari

Carissimi lettori,
è finita un’epoca…

Da oggi un cittadino deve valutare con la massima attenzione la banca dove depositare il frutto dei suoi sacrifici e a volte delle sue rinunce (il suo risparmio).

Cambia radicalmente il concetto di sicurezza che il risparmiatore aveva fino ad oggi immaginato.
E bene sì, oggi i risparmiatori, per evitare un possibile default della banca potrebbero partecipere con il loro capitale alle perdite che l’istituto potrà subire.

I primi a partecipare ovviamente saranno gli azionisti, a seguire gli obbligazionisti e, attenzione, se ciò non dovesse bastare avranno priorità anche i patrimoni dei depositanti.
Quindi anche per chi possiede semplici depositi presso l’istituto.

Da pochi giorni uno dei gruppi bancari più importanti d’Italia e d’Europa ha dato adesione alla possibilità di confiscare i conti correnti.

Ovviamente non posso che dichiarare il mio disappunto per quanto scritto.

Colgo l’occasione, per ricordare che il debito pubblico dell’Italia è 2.034 MLD di €
Il rapporto Debito Pil al 31 dicembre 2012 era 126,7% e viaggia verso il 130% per fine anno.

Meditate.

E’ il momento giusto per investire?

Che cosa sta accadendo nei mercati obbligazionari in questo periodo?
Tra le domande dei risparmiatori: perchè le mie obbligazioni sono scese di valore?
Ciò è da imputare alle banche centrali, in particolare alla Fed.
Nella fattispecie le banche centrali hanno deciso di diminuire il proprio “Quantitative Easing” (Alleggerimento Quantitativo)
Di che cosa si tratta?
Con alleggerimento quantitativo o facilitazione quantitativa si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico.
Di conseguenza se una banca centrale diminuisce la propia immissione di denaro, gli investitori che avevano obbligazioni con elevati profitti probabilmente decidono di vendere i propri titoli per consolidare il loro guadagno.
Che cosa succede se i vari attori finanziari vendono un determinato titolo in un mercato?
Il prezzo naturalmente diminuisce progressivamente.
Ecco perchè i mercati obbligazionari hanno avuto tali ripercussioni nelle ultime sedute.
Notizia negativa o positiva?
Assolutamente positiva in quanto le banche centrali hanno diminuito l’immissione di liquidità poiché i vari Paesi interessati stanno registrando un trend in crescita – se pur contenuto – del PIL e di conseguenza si avverte un calo della disoccupazione. Le banche non hanno quindi ragione di continuare a immettere liquidità.
Quindi bisogna approfittare del momento per fare versamenti aggiuntivi sulle proprie posizioni in modo da mediare il prezzo del mix dei propri investimenti in portafoglio.

Benvenuti nel mio blog.

Coming Soon.

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