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Calciomercato tra bancari

Quella che stiamo vivendo può essere senza dubbio definita l’era dei Social Network, dove tutti siamo connessi e siamo pubblicamente esposti. Siamo tutti in vetrina, un po’ attori e un po’ spettatori, anche se devo ammettere, che ultimamente ho constatato in un certo senso che siamo anche tutti un po’ prede e predatori. Sulla piattaforma professionale per eccellenza, Linkedin, negli ultimi anni si sta svolgendo una vera e propria caccia all’uomo, soprattutto nel settore bancario.

Alzi la mano (o il mouse) chi negli ultimi anni non è mai stato contattato per un’eventuale offerta lavorativa. Ecco perché mi viene facile definire questa caccia all’uomo un vero e proprio calciomercato. Partiamo dalla definizione di calciomercato: complesso delle trattative per il trasferimento, definitivo o temporaneo, di un giocatore di calcio da una società a un’altra. Esattamente quello che avviene oggi, con la sola differenza che le squadre non sono Juve, Inter o Milan ma i diversi Istituti Bancari e i calciatori da corteggiare sono i Bancari.

Il reclutamento si va sempre più strutturando: chi assume figure come head hunter, chi psicologi per valutare i candidati, chi va di copia e incolla di messaggi ed invia, ma possiamo affermare che sicuramente la quasi totalità del pubblico di Linkedin appartenente al settore bancario, sia stato contattato, ricevendo almeno una proposta.

E’ successo anche a me, anch’io ho ricevuto varie proposte ed ho cercato di carpire le modalità di approccio utilizzate. La cosa che ho constatato è che tutti propongono (con l’intento di farti passare dalla loro parte) ingenti Bonus e grandi vantaggi per il Consulente, ma c’è un altro filo conduttore comune in questi “reclutatori”: ognuno di questi ritiene di far parte dell’Istituto migliore, ognuno ritiene di offrire un servizio all’avanguardia, costi ridotti, maggiori servizi e sportelli etc.

Mi chiedo però, è effettivamente così? Sono tutte rose e fiori o ci sono delle incognite? E se ci sono, è giusto che queste vengano fuori dopo l’eventuale passaggio? O sarebbe etico esporre pregi e difetti di una proposta così da dare davvero opportunità di una scelta consapevole?

Un altro aspetto, a mio avviso importantissimo, è che questa caccia all’uomo fa un po’ perdere di vista l’attenzione rivolta al cliente. Ricordiamo che il ruolo del Consulente Finanziario è quello di assistere i clienti e supportarli nella gestione patrimoniale, pertanto mi chiedo, nell’eventualità di un cambio di intermediario, che vantaggio avrebbero i clienti che volessero seguire il proprio consulente di fiducia?

Vedete, in ambito calcistico, un cambio di casacca comporta vantaggi per il diretto interessato, ma nessun cambiamento per i tifosi della squadra (al massimo qualche delusione per gli affezionati), per un Consulente invece il cambio comporta anche il coinvolgimento di tutti i clienti ( o almeno dei più fedeli) che per rimanere accanto al proprio consulente di fiducia, si troverebbe davanti ad una scelta.

Vero è che chi cambia il vecchio per il nuovo non sa cosa trova, ma è pur vero che rimanere in zona di confort può farci perdere delle opportunità che non è detto si ripresentino.

Per dirla come Benigni: “Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.” E allora che fare?

Se tu fossi un “potenziale selezionato” cosa vorresti trovare dall’altra parte? Quali sono i punti chiave che vorresti fossero evidenziati?

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