Il Consulente Patrimoniale, in quanto professionista nella tutela del patrimonio, deve essere sempre attento alla globalità della situazione e rimanere sempre al passo delle dinamiche che si vengono a creare. Una delle problematiche che sempre più dovrà considerare è quella del rischio longevità.
La parola longevità in realtà non sembra molto affine al termine rischio. Vivere di più è forse un rischio? È un fattore negativo? Senz’altro no! Ma continuo specificando che non è un fattore negativo se abbiamo i mezzi per sostenere economicamente questo periodo di tempo.
Ecco che in caso contrario si parla di rischio longevità. Il rischio deriva dal fatto che tutta la popolazione viva più a lungo del previsto. E se da un punto di vista sociale avere una vita più lunga e in salute è un bene, al quale tutti aspiriamo e per il quale anche cerchiamo di mantenere un corretto stile di vita, dal punto di vista economico può creare squilibri finanziari. Immaginate una popolazione che invecchia e deve ricevere assistenza sanitaria o alle pensioni che, protratte nel tempo, graveranno sempre più sulle casse dello stato (che già non godono di buona salute ). E allora cosa fare?
Vi racconto il caso di una coppia di clienti di un mio collega: lui e lei, già in età avanzata, sposati con due figli adulti, incontrano il consulente per chiedere informazioni di natura finanziaria… durante la conversazione viene fuori che i due sono proprietari dell’ immobile, nel quale vivono ed hanno dei risparmi sul conto corrente, ma vivono con la sola piccola pensione del marito. Il loro incontro col consulente in realtà era nato per avere una informazione su un prestito bancario, ma il professionista è stato attento e celere nel cogliere le criticità della situazione.
“Siete consapevoli che se dovesse accadere qualcosa al capofamiglia, lei avrebbe solo una piccola pensione di reversibilità e i pochi risparmi andrebbero suddivisi con i figli? Avete risorse per affrontare questo lungo periodo? Ovviamente non si può essere retroattivi nell ’operare e non c’è più tempo per creare e disporre di una pensione integrativa, ma siamo ancora in tempo per disporre un testamento e tutelare la consorte. “ Così fecero, fu redatto un testamento che garantiva l’intera proprietà della casa ai due figli, ma con il diritto di abitazione del genitore superstite e l’intera somma dei depositi bancari fu destinata al coniuge, per poter disporre delle somme ed affrontare il tempo che gli restava.
L’importante valutazione del Consulente Patrimoniale ha senz’altro cambiato le sorti di queste due persone, anzi forse anche di più… perché uno dei figli, consapevole del tempo che aveva ancora a disposizione, iniziò da li a poco una pianificazione previdenziale. L’intervento quindi non fu retroattivo per la coppia, ma senz’altro di insegnamento per il figlio.
