La longevità è senza dubbio una delle buone notizie del nostro tempo.
Abbiamo finalmente raggiunto ciò che l’umanità ha sempre desiderato: vivere più a lungo. Secondo il Rapporto annuale 2025 dell’Istat, l’aspettativa di vita in Italia ha toccato un nuovo massimo storico: 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne. Un dato positivo, che testimonia i progressi della medicina, della scienza e delle condizioni generali di vita.
Ma accanto a questo traguardo, si fa strada una consapevolezza più scomoda: più anni di vita non significano automaticamente più anni in salute o con serenità finanziaria.
L’aumento della longevità, infatti, porta con sé un incremento dei bisogni, sia sanitari che economici. Il rapporto Istat sottolinea come, a fronte di una maggiore durata della vita, stiano diminuendo gli anni vissuti in buona salute, spesso a causa di una scarsa prevenzione e di cure insufficienti.
Questo ci deve far riflettere: avremo le risorse per affrontare con dignità e autonomia gli anni che ci restano? Saremo in grado di permetterci cure adeguate, assistenza domiciliare, o anche solo una vecchiaia attiva e serena?
La verità è che si presta molta attenzione a quanti anni vivremo, ma poca a come li vivremo.
C’è uno squilibrio evidente: rincorriamo la quantità, trascurando la qualità. Per questo, è fondamentale iniziare a porci le domande giuste:
- Stiamo davvero pianificando la pensione in modo da garantirci tranquillità economica?
- Abbiamo previsto delle tutele nel caso in cui dovessimo perdere l’autosufficienza?
- Oppure stiamo solo sperando che tutto vada bene, confidando che qualcun altro si prenderà cura di noi?
Ma perché dovremmo aspettarci che qualcun altro si occupi del nostro futuro, se noi per primi non lo stiamo facendo?
Noi Consulenti Finanziari abbiamo il dovere – spesso scomodo, ma necessario – di portare i nostri clienti davanti alla realtà. Perché ignorare questi aspetti significa costruire piani fragili, che rischiano di non durare nel tempo, compromettendo non solo i risparmi accumulati, ma anche la qualità della vita futura.
Pianificare non è solo un atto finanziario, è un gesto di responsabilità verso sé stessi e verso chi ci sta accanto.
