Articoli, Consulente Finanziario

Piccole storie: i due fratelli

Qualche anno fa, nei primi anni della mia attività lavorativa, ebbi a colloquio 2 fratelli. I due erano stati indirizzati a me da un mio parente poiché, avendo ricevuto come indennizzo una grossa cifra, era stato consigliato loro di avere cura di gestirli nella migliore maniera.

Feci una consulenza conoscitiva ai due, più che altro per capire quali fossero le loro intenzioni rispetto a questa cifra ricevuta e dal colloquio uno dei due, il maggiore, che chiamerò il fratello 1, si dichiarò da subito intenzionato ad acquistare immobili.

Comprerò due o tre case, qualche magazzino da ristrutturare che poi affitterò, e avrò una rendita assicurata mensile e comunque delle proprietà a vita”. La sua era un’idea chiara e irremovibile e neanche un discorso sulla diversificazione dei risparmi riuscì a distoglierlo dal suo piano d’azione. Il più piccolo invece, il fratello 2, si dimostrò interessato all’argomento, tanto da voler approfondire con successivi incontri che lo portarono a diventare mio cliente. Con lui sviluppammo una strategia che gli consentì di acquistare, attraverso un mutuo, l’appartamento in cui già viveva, di vivere con un tenore di vita migliore rispetto a quello che aveva condotto precedentemente di investire le somme eccedenti; in questo modo il fratello 2, avendo un capitale consistente presso l’istituto bancario, riuscì ad avere un mutuo a condizioni vantaggiose, continuò ad avere un patrimonio importante col quale riusciva a togliersi qualche sfizio, ma soprattutto fece in modo di generare altro denaro da quello che già aveva. Come si suol dire fece lavorare il denaro.

Che dire del fratello 1? Oggi anche lui è mio cliente, ma a condizioni diverse da quelle in cui si era presentato a me anni prima. Le case le aveva comprate, due per l’esattezza,  una per abitarci con la sua famiglia e l’altra per affittarla. Poi aveva acquistato due piccoli locali su strada. Impiegò gran parte del denaro per affrontare le ristrutturazioni dei locali e degli appartamenti. Le cose non andarono come lui aveva pianificato, l’appartamento ristrutturato con la finalità di locazione stette molto tempo sfitto prima che riuscisse ad affittarlo, le spese poi legate al condominio, al prospetto e lavori di rifacimento piazzale furono delle vere e proprie stangate. Decise allora di vendere dopo qualche anno, ma dovette  adeguarsi al costo degli immobili in continua discesa e considerando le spese sostenute per ristrutturarlo, perse parecchi soldi. I locali acquistati in un primo momento furono affittati come negozi, ma vista la crisi e la chiusura delle attività, rimasero vuoti e affittati come depositi.

Insomma si ritrovò a svendere quel che aveva per racimolare un po’ di liquidità. Tornò da me, avendo avuto prova della strategia vincente che aveva applicato il fratello e da lì iniziò la sua pianificazione.

L’errore principale in questa storia è stato  quello della non-diversificazione: acquistare uno o due immobili va bene, ma investire nel mercato immobiliare tutto quello che si ha, è altamente rischioso. Diversificare riduce il rischio di incorrere in crisi di settore.

Però potrei concludere, visto l’epilogo, con un “Non è mai troppo tardi per fare scelte migliori”

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