Il titolo ricorda una vecchia canzone di Jovanotti, che agli inizi della sua carriera cantava “No Vasco… io non ci casco”. Ovviamente noi non ci rivolgiamo al cantante emiliano, ma usiamo questa affermazione per parlare di una convinzione che tutti più o meno abbiamo, quella di pensare di vedere la realtà in maniera obiettiva. Tutti noi infatti, crediamo di essere obiettivi nella nostra visione e tendiamo a sentirci immuni ( o meno esposti rispetto agli altri) dagli errori cognitivi e comportamentali che invece vediamo nel comportamento altrui.
Daniel Kahneman, psicologo e premio Nobel per l’economia, disse “E’ più facile riconoscere gli errori degli altri che i nostri” definendo così un vero e proprio bias comportamentale: il cosiddetto Blindspot o Punto Cieco, che consiste nella convinzione di essere più obiettivi rispetto agli altri. Una sopravvalutazione della propria capacità di giudizio, che ha come conseguenza la difficoltà di ammettere di aver sbagliato.
Effettivamente pochi di noi si accorgono veramente degli errori che commettono, mentre notano più facilmente quelli degli altri. Per meglio dire, riconosciamo che sia possibile cadere in alcune trappole o bias ma ci comportiamo come se non dovesse accadere a noi.
Quando si parla di finanza personale, questo bias entra in gioco e rischia di provocare non pochi danni. Non credere di avere bisogno di aiuto nella gestione dei propri risparmi, oppure pensare di non aver bisogno di consigli perché si ha tutto sotto controllo, è una chiara manifestazione del Punto cieco. Ad esempio un mio conoscente un giorno mi presentò il fratello minore, rivelandomi che aveva fatto molti “errori” finanziari (un investimento in monete virtuali e diverse spese inappropriate) e quindi aveva proprio bisogno di una guida che lo rimettesse nella giusta strada. Bene, peccato che però il saggio fratello, che mi presentò il fratello allo “sbando”, non riteneva di aver bisogno egli stesso di un esperto per la gestione dei propri risparmi e dopo qualche tempo, quando il mio cliente iniziò a vedere i primi risparmi fiscali grazie al fondo pensione sottoscritto o quando, si vide liquidata una somma grazie ad una polizza infortuni, o ancora mentre vedeva crescere il proprio gruzzoletto grazie ad un piano d’accumulo, ecco che la differenza tra le due gestioni fu evidente. Spesso io paragono il mio ruolo a quello del dietologo. Un medico dietologo che conosco mi raccontò di un suo cliente a cui aveva detto di annotare tutto ciò che mangiava nell’arco di una giornata. Questi, riteneva inutile tale pratica poiché convinto di avere contezza di tutto e per un periodo si rifiutò di farlo. Quando poi si convinse a farlo, gli confidò di aver notato delle piccole abitudini, che egli stesso non considerava errate ma che invece lo erano. C’era voluto occhio esterno di un esperto per individuare l’errore che altrimenti l’inconsapevole cliente non avrebbe visto.
Così funziona nel nostro settore, in molti sono inconsapevoli dei propri errori e delle opportunità che non colgono solo perché convinti di non cascarci. Il consiglio, che vale per ogni campo, è quello di essere a conoscenza di queste percezioni errate che possono offuscare il nostro giudizio ed accogliere il consiglio esterno che può far luce nei nostri punti ciechi.
