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Il consulente racconta: ma non era garantito?

Delle tante vicende a cui spesso mi è capitato di assistere, ce n’è una che si spesso si ripresenta. Cambiano i protagonisti, ma gli elementi sono gli stessi: un capitale, un investimento e una promessa di capitale garantito.

Qualche tempo fa parlavo col titolare dell’impresa che si sta occupando di alcuni lavori di ristrutturazione del mio immobile e, sapendo quale fosse la mia professione, questi iniziò a farmi delle domande circa il mio modus operandi. Ci ritrovammo a parlare della pianificazione patrimoniale e attraverso un piccolo confronto del tutto informale, è emerso che la sua situazione patrimoniale risultava poco equilibrata.

La sua attenzione era stata attirata dal fatto che la mia pianificazione partisse dalla protezione della persona, del “capitale umano” mentre lui, non aveva alcuna copertura e nessuno gliene aveva proposta una. A suo dire, le uniche operazioni che egli aveva effettuato in banca erano l’apertura e l’utilizzo del conto corrente e la sottoscrizione di uno strumento di investimento che il direttore di Banca, suo amico, gli aveva proposto garantendogli il capitale.

“Mi piacerebbe avviare una pianificazione patrimoniale completa attraverso il suo metodo di lavoro, ma per quanto riguarda le somme investite non credo possa trovare di meglio… lo strumento che ho attualmente mi garantisce il capitale” mi disse al riguardo.  Alla mia domanda di quale strumento si trattasse egli mi mostrò l’importo, sicuramente ingente, ma non riuscì a reperire nessuna documentazione se non il modulo di sottoscrizione. Attraverso quello sono riuscito a reperire la documentazione con le caratteristiche dello strumento, a me noto e di cui ovviamente conoscevo la “non” garanzia né di rendimento né tantomeno del capitale, ma ho voluto che fossero i documenti a parlare piuttosto che smentire il collega e sembrare di parte.  Mostrai la documentazione al diretto interessato qualche giorno dopo, notando parecchio stupore.

Nell’esercizio della mia professione, più volte mi sono confrontato con la poca eticità di operatori del settore, che forse rincorrono più i budget aziendali che il benessere finanziario della persona che hanno davanti e indorano la pillola  omettendo a volte quelle che sono le caratteristiche di uno strumento.

Facile promettere “solo cose belle” , etico e corretto invece è esporre anche tutte le possibili varianti.

Essere Consulente finanziario significa metterci la faccia in ogni azione che si fa  e assumersi la responsabilità di quello che si dice, si promette e si fa sottoscrivere al cliente anche perché  come dicevano i latini  “Verba volant scripta manent”.

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