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Le Donazioni

Avete mai sentito parlare di donazione?

Donare un immobile al proprio figlio significa in qualche modo anticipare il momento del trasferimento di un bene, tramite un passaggio di proprietà a titolo gratuito, che avviene in vita anziché dopo la dipartita.

Secondo l’art. 769 c.c. la donazione è un contratto con il quale una parte arricchisce l’altra, cedendo un proprio diritto o assumendo un impegno a favore di quest’ultima. Una scelta che risulta conveniente al fine di evitare i costi dei tradizionali atti di compravendita.

Anche dal punto di vista fiscale inoltre questa rappresenta un metodo conveniente di cedere un immobile, anche se non è privo di rischi.
La donazione di una casa ai figli può essere effettuata principalmente mediante due modalità:
·         donazione diretta: il genitore, già proprietario dell’immobile, lo trasferisce direttamente al figlio con l’assistenza di un notaio;
·         donazione indiretta: se il genitore non è proprietario dell’immobile, può acquistarlo ed intestarlo direttamente al figlio. In alternativa, può donare al figlio la somma necessaria per l’acquisto del bene immobile.

E’ importante comunque specificare che la donazione, per quanto in alcuni casi possa essere esente da tassazione, va incontro a dei costi:
·         imposta sulle donazioni: che si basa su un aliquota determinata dal grado di parentela, ad esempio i figli sono esenti fino al valore del bene di 1 milione di euro;
·         imposta di registro: generalmente si tratta di un importo fisso di 200 euro, qualora si dovesse superare la franchigia;
·         imposta di bollo: per gli atti soggetti a IVA l’importo applicato è di 230 euro;
·         Spese notarili: che variano in base alla parcella del notaio e ad altri  fattori

Se poi si aggiungono altre spese come quelle ipotecarie e catastali o quelle di trascrizione, diciamo che non siamo proprio davanti ad una operazione gratuita, ma risulta essere una buona opzione per evitare di attendere il testamento e per “liberarsi” di un bene ed evitare che la casa rappresenti una “seconda casa” con tutti gli aggravi fiscali del caso.

Importante sottolineare che bisogna essere ben seguiti da esperti del settore per evitare che sopraggiungano rischi legati alla lesione dei diritti degli eredi. Occorre sapere, infatti, che la legge tutela alcune categorie di familiari, cosiddetti “legittimari“, riservando agli stessi una quota di eredità legittima.
Sappiate pertanto, che questa valida alternativa per il trasferimento di beni, ha bisogno di una adeguata valutazione della situazione che eviti problematiche a posteriori.
L’argomento merita di sicuro un approfondimento anche per ciò che concerne l’eventuale vendita di un bene ricevuto in donazione, che come vedremo, potrebbe incontrare non poche difficoltà.

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