Nativi Analogici VS Nativi Digitali

Due veri e propri schieramenti..chi avrà mai ragione?

Entrambi hanno ragione.. e non dico così per non essere attaccato dagli uni o dagli altri, ma la penso proprio così in quanto ognuno percepisce l’avvento di questa “nuova” tecnologia basandosi sulle proprie esperienze di vita.. ma alle volte queste esperienze possono distorcere la percezione della realtà. Per comprendere meglio questo concetto ti invito a guardare il video su YouTube Cuori neri picche Rosse..

I nativi analogici ovvero le generazione mature, hanno un approccio alla tecnologia totalmente differente da chi è nato dopo gli anni 80. Di conseguenza per la regola dell’ “ANCORAGGIO” in molti hanno un pensiero critico in riferimento all’utilizzo dei Social Network in quanto si pensa che questi strumenti rendono gli individui isolati e chiusi all’interno di un mondo tecnologico. In fondo la novità improvvisa di questo nuovo modo di comunicare ci ha spaventati e ci ha fatto vedere questi strumenti come un luogo pericoloso, un nuovo canale in grado di distruggere le nostre relazioni, di metterci in pericolo all’interno del mondo sconosciuto della rete, in cui le informazioni personali potevano essere date in pasto a chiunque senza alcun controllo.

Alcuni psicologi cominciano a individuare nei social network la causa di molti disturbi dei nostri giorni, perché le persone non comunicano più e quindi non ricevono aiuto e sostegno dalle persone più care che sono sempre impegnate al telefonino, lasciandole sole con i loro problemi..

Ma come in tutti gli argomenti si creano delle correnti di pensiero, che vedono il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno..

Voglio citare il pensiero di due fonti autorevoli per dare a te la possibilità di avere il tuo pensiero.

  1. Un famoso filosofo dei nostri tempi Zygmunt Bauman parla oggi di “società liquida”, una società in cui regna l’incertezza, in cui la velocità del progresso lascia gli individui soli con la loro esperienza, nell’incessante bisogno/desiderio di adeguarsi ma con la frustrazione di non riuscirci a causa dell’improvvisa e rapida trasformazione sociale. La rapida diffusione di Internet e dei social network lascia gli individui senza strumenti per adeguarsi al progresso, troppo veloce è il cambiamento e troppo ignoranti appaiono i soggetti. Questo dato crea una sempre più evidente spaccatura tra la società che cambia e gli abitanti del mondo che non riescono ad adeguarsi, lasciando in qualche modo l’amaro in bocca per le opportunità che non si riescono a cogliere, e creando smarrimento rispetto a come abitare il mondo in una modalità nuova che è radicalmente cambiata rispetto al passato.
  2. Se invece cambiamo prospettiva e guardiamo quelle immagini con gli occhi attuali del progresso, di un mondo che velocemente è cambiato introducendo i canale digitale, potremmo vedere che dietro quei cellulari ci sono delle persone e che quindi il mondo digitale non è virtuale ma assolutamente reale. I social network sono la piazza del nuovo millennio, il luogo in cui potere esercitare le proprie abilità, intessere le proprie relazioni e crearsi delle opportunità di ogni tipo (amorose, professionali, amicali, ecc.). Come afferma McKenna (2006), un ricercatore australiano che ha studiato gli effetti psicologici dei social network, il contatto sociale attraverso chat e community, può diventare un utile strumento per superare le difficoltà di comunicazione e di interazione faccia a faccia che si possono presentare nella vita quotidiana. L’indagine condotta dall’associazione degli psicologi australiani evidenzia infatti, tra gli effetti positivi del social network, la presenza di maggiori contatti personali (meno isolamento) e relazioni interpersonali (meno solitudine). Quindi noi guardiamo un pezzo della realtà, un pezzettino del puzzle, ma quello che ci manca è che dietro quel telefonino c’è un mondo e ci sono tante persone che condividono la stessa esperienza.

Da che parte stare? Personalmente ritengo che tutto debba essere usato con consapevolezza e nella giusta modalità in quanto l’eccesso è sempre sinonimo di malessere..

Alessandro Lo Verde

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