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Consulente giusto? E’ questione di feeling

Già… Questione di feeling…. Cantavano Mina e Cocciante. Feeling, intesa, empatia, in altre parole fiducia… È proprio quell’intesa che deve scattare tra consulente e risparmiatore, perché vedete…. è impensabile che un risparmiatore affidi i propri risparmi ad un Consulente ma non abbia la piena fiducia nelle sue competenze. La fiducia muove il mondo, quello finanziario e non. È il primo presupposto che deve essere alla base delle relazioni, di qualunque natura esse siano, sentimentali o professionali.

Per natura i risparmiatori italiani, vuoi per una scarsa alfabetizzazione finanziaria, vuoi per una sorta di diffidenza, sono restii a parlare dei propri risparmi e soprattutto ad affidarne le sorti ad un “estraneo”. I sondaggi del 2021 però mostrano come i risparmiatori, forse spinti dal cambiamento a cui siamo stati indotti, si siano affidati ad un esperto del settore risparmio. “Affidati” ecco che il termine fiducia è intrinseco nella parola, ci si affida perché mossi dalla fiducia. Gli italiani (ancora una piccola parte però) hanno scoperto il valore della consulenza. Consulenza intesa come opportunità ( l’opportunità di avere un esperto al proprio servizio) consulenza intesa come conforto (in situazioni difficili una persona di riferimento con cui confrontarsi o a cui esporre i propri timori), consulenza intesa come strategia personalizzata, cucita addosso come fosse un abito su misura. Questo è il vero valore della Consulenza, ciò che crea la differenza tra l’acquistare prodotti finanziari e acquisire una strategia ad hoc.

Ma come può un risparmiatore trovare il Consulente giusto?

Innanzitutto deve assicurarsi che questo sia un professionista iscritto all’albo. In secondo luogo deve riconoscere in lui caratteristiche di serietà, professionalità, etica, trasparenza e aggiungerei anche valori morali! Perché il Consulente non deve essere visto come colui che ci farà fare una bella vincita, o il “colpo del secolo” bensì come un professionista che con oculatezza garantirà una stabilità economica, commisurata alle potenzialità del cliente e costruirà nel tempo un patrimonio. E solo il professionista che possiede valori,  garantirà il rispetto per quei risparmi, pochi o tanti che siano, che rappresentano sacrifici, lavoro, presente e futuro.

Un’ultima caratteristica che ritengo necessaria per essere un buon Consulente è la capacità di ascolto, ascoltare le esigenze del cliente. Saper ascoltare è più importante che saper parlare, ecco la ragione per cui abbiamo due orecchie e una sola bocca. In conclusione il buon Consulente deve lavorare su diversi fronti, quello tecnico, importante perché le sue competenze determineranno una buona strategia per il cliente, e quello relazionale, altrettanto importante per poter garantire una continuità al rapporto Consulente/Cliente. Il perfetto connubio di queste caratteristiche faranno sì che il risparmiatore possa affermare con serenità “mi fido di te

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