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Il ballo del mattone

Per i più datati che avranno associato questo titolo alla canzone di Rita Pavone, avvisiamo subito che non si tratta di considerazioni sul celebre brano degli anni ‘60, in cui la cantante invitava il partner ad un ballo “lento e appassionato” così intimo che bastava lo spazio di un mattone per contenere entrambi…

No signori, qui si parla del mattone in quanto immobile.

La casa, soprattutto per noi italiani, è da sempre il più ambito degli acquisti, il sogno più sognato….

Lo dicono le statistiche, almeno il 73% degli italiani sono proprietari di un immobile.

La casa  è sempre stata oggetto di desiderio.

Dai tre porcellini che costruivano ripari dal lupo che voleva mangiarli, trovando poi nel mattone il rimedio più efficace, passando per la casetta dei 7 nani che diede riparo a Biancaneve inseguita dal cacciatore, o ancora la casa nella prateria dove viveva felice la famiglia Ingalls (serie TV un po’ datata che non tutti conosceranno), l’idea di casa è sempre stata sinonimo di protezione, riparo, stabilità e sicurezza….

Sicurezza che però viene meno quando parliamo di casa, o appunto del mattone, in ambito di investimenti.

Si tende a pensare che l’acquisto di immobili sia un bene rifugio, su cui spendere anche la maggior parte del proprio patrimonio, in quanto rappresenta comunque un bene tangibile che rimarrà a noi per sempre.

Investire nel settore immobiliare invece non è un concetto così solido e di assoluta convenienza come si pensa.

Intanto perché la grande quantità di immobili esistenti a fronte di una natalità sempre più ridotta, fa sì che l’offerta superi la domanda, cioè il numero di immobili presenti supera i potenziali acquirenti. Ed è una differenza che andrà sempre più accentuandosi visto il calo demografico a cui stiamo assistendo.

Un altro motivo per cui il mattone non è la soluzione ottimale per tutto, è il fattore fiscale:

le tasse a cui sono sottoposti questi valori prevedono un continuo esborso di denaro.

La nuova riforma del Catasto a cui il Governo sta lavorando potrebbe rappresentare una sorta di “patrimoniale sugli immobili”.

L’inasprimento delle aliquote di successione non migliora di certo la situazione, penalizzando chi si ritrova ad ereditare immobili dovendo far fronte ad importanti uscite di denaro.

Il mattone potrebbe diventare “il bene più tassato degli italiani”

Anche la mancanza di liquidità potrebbe rappresentare un motivo per cui, in caso di necessità, ci si potrebbe trovare a dover svendere, per motivi di tempo o per la svalutazione degli immobili stessi.

Ovvio che investire sul mattone ha anche i suoi vantaggi, non netti e assoluti come si è soliti pensare, ad esempio l’immobile è un bene materiale e può diventare fonte di reddito, ma anche quello ha le sue incognite.

Essere proprietari di una casa in affitto, ad esempio, comporta una gestione di  spese di manutenzione, ordinarie o straordinarie e ci espone al rischio di morosità da parte di inquilini non adempienti.

Pertanto, senza voler demonizzare l’acquisto di immobili, credo che il comportamento più saggio sia quello di mantenere un patrimonio ben diversificato ed equilibrato, che comprenda sia  immobili ma anche liquidità, che in caso di necessità, non comprometta la nostra posizione patrimoniale.

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